Monti Alburni

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I Titani, Virgilio e l’Antico

Dalla cima dei Monti Alburni il celebre poeta Virgilio era solito ammirare la bellezza dei panorami sottostanti. Fu questa splendida visione ad inspirare la stesura delle Bucoliche e delle Georgiche, due dei più significativi e famosi componimenti del poeta che Dante scelse come sua guida nella Divina Commedia. Secondo la leggenda i Monti Alburni, per la loro singolare conformazione (spuntano dal nulla a pochi passi dalla Piana del Sele e si stagliano vertiginosi fino a 1742 metri), non sono altro che i Titani sconfitti da Poseidone e da questo pietrificati. Leggenda e storia si fondono ancora quando si parla di Alburno, il supremo dio adorato da tutti i popoli della Lucania: una misteriosa e grossolana statua (risalente al V secolo a.C. circa), situata nel comune di Sant’Angelo A Fasanella, ne potrebbe probabilmente essere una riproduzione. Oltre alla suggestiva storia, l’antichissimo comprensorio dei Monti Alburni racchiude in sé una natura infinita ed incontaminata, da scoprire attraverso i sentieri sul monte Panormo e nei dintorni, costellati di boschi, corsi d’acqua limpidi ed incantati oltre che numerosi borghi e castelli ancora pressoché intatti nel loro aspetto rurale e medievale. Non ultimo fra questi, la suggestiva Roscigno Vecchia, il paese fantasma, abbandonato ad inizio del novecento, ed abitato da un misterioso eremita dal passato vago e fumoso, ma dal presente all’insegna della solitudine.

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